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Expo 2020 Dubai, Padiglione Italia: il progetto di Carlo Ratti, Italo Rota, Matteo Gatto e F&M Ingegneria

Ora è ufficiale: il progetto vincitore del concorso internazionale indetto da Invitalia per la progettazione del Padiglione Italia a Expo 2020 Dubai – a cui sono stati presentati 19 progetti in tutto – è quello presentato dal raggruppamento temporaneo composto da Carlo Ratti Associati–CRA, Italo Rota Building Office, Matteo Gatto & Associati e F&M Ingegneria.

Un ultimo fine settimana da più di un milione di visite venerdì, sabato e domenica ha permesso a Expo Dubai 2020 di toccare un numero superiore ai 23

La giuria era composta dallo storico e critico dell’architettura Luca Molinari, dall’ingegnere Fabio Dragone e da Sergio Tramonti, esperto in allestimento di eventi internazionali.

Il Padiglione Italia di Ratti-Rota-Gatti-F&M – che doveva rispondere al tema Beauty connects people / La bellezza unisce le persone e, più in generale, al tema dell’Expo 2020, Connecting Minds, Creating the Future – occuperà una superficie di circa 3.500 metri quadri, sarà alto oltre 25 metri e sarà collocato in un’area di grande visibilità all’interno del sito di Expo 2020 Dubai.

Le sue caratteristiche architettoniche, però, rese note proprio in questi giorni, non stanno convincendo i più, e hanno già scatenato numerose polemiche: il padiglione è infatti caratterizzato dalla presenza, in copertura, degli scafi capovolti di tre imbarcazioni, nell’idea dei progettisti tre imbarcazioni italiane arrivate via mare, a celebrare “la storia di uomini e esploratori italiani che nei secoli hanno solcato mari e terre lontane, intessendo contatti e relazioni con tutto il mondo”. I progettisti hanno voluto raccontare il questo modo il “viaggio nella bellezza del nostro Paese, frutto costante di contaminazioni, scambi e connessioni di conoscenze, ingegno, talento e arte”, toccando anche, con il riuso degli scafi, la questione della sostenibilità.

Fonte: Architetti.com

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